LA 4 E IL 5

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Quando posso, passo in un posto a me molto caro: l’ officina di Mimì e Vincenzo.

Perché? Perché vi è la più alta densità per mq di 700 che io conosca, ma non solo……

Passo perché in certi momenti, ho bisogno di respirare aria con un’ alta concentrazione di molecole di motorsport, di professionalità intergenerazionale, di gentilezza, di precisione e pulizia. Quale compenso per questo spot? Qualche centinaio di secondi in cui il mio cervello, passa nella sua dimensione ideale: quella racing.

Ad accoglierti,la gialla 500 di Vincenzo, ed è subito un tuffo al cuore che batte a ritroso al 2014 per un titolo sognato e sfuggito in una calda estate, arroventata da un magico ed epico triello.

Ma entrando più all’ interno di quell’ officina che i miei occhi vedono due auto affiancate che invitano davvero alla nostalgia. La 4 e il 5.

La 4, come le prime scorribande di un manipolo di ragazzi, appena adolescenti, alla guida in tenera età, su strade male asfaltate o nei terreni della loro contrada.

La 5, come le corse che quei ragazzi vedevano a quei tempi e che cercavano di emulare con la 4.

Quando le guardo, immagino la notte.

Notte che accompagnava le corse ballerine della 4, quasi da mal di mare, in un’ atmosfera clandestina, lontana dall’ approvazione dei genitori.

Notte che accompagnava quell’ attesa spasmodica del 5 che in un’ atmosfera magica tra il mare e i monti dauni, si negò, come una bella e capricciosa alla vista e al pensiero che sicuramente sarebbero precipitati su un po di parole innamorate.

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